Compravendite in Valle favorite dal basso costo del denaro


Nel convegno della FIAIP a Maison&Loisir, l’ospite, il presidente nazionale Gian Battista Baccarini, ha presentato l’Osservatorio immobiliare 2017/2918. In tale occasione è emerso una stabilizzazione del numero di compravendite nella nostra regione; il mercato immobiliare tira solo ad Aosta, infatti nel capoluogo regionale si evidenzia un trend positivo  nel 2017: ancora +17% rispetto al 2016 con 283 transazioni contro le 326 dell’anno precedente e le 275 del 2015 mentre  i prezzi sono ancora in discesa: -4%.



Come ogni anno allarghiamo lo sguardo alla realtà in cui ci troviamo ad operare. Bisogna prestare attenzione alla situazione economica e sociale del paese e del nostro territorio. Da Bankitalia è giunta la sollecitazione-incoraggiamento a ridurre il debito. La politica di bilancio si deve muovere lungo un `sentiero stretto´ tra l’esigenza di non soffocare la ripresa congiunturale e l’imperativo di ridurre il debito. 
L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) non ha buone notizie per l’Italia: nel 2018 il nostro Paese sarà ancora più in crisi tra calo della crescitadebito pubblico sempre più problematico e situazione politica incerta. Stiamo parlando di stime calcolate su variabili che, come dice la parola, possono modificarsi nel tempo. Si parte  dal dato più significativo, ovvero quello del Pil. Nel 2017 la crescita c’è stata, precisamente dell’1%, mentre per il 2018 le stime si riassestano di due punti decimali. Se a marzo 2017 si pensava che ci sarebbe stata una certa stabilità quasi immutata, ora il dato è leggermente in decrescita: per il nuovo anno, dunque, si prevede un “aumento” Pil dello 0,8%. Anche se la differenza sembra esigua, è il dato peggiore tra tutte le potenze europee.
La situazione in Valle d’Aosta, nella prima parte dell’anno, l’economia ha mostrato segnali di miglioramento. Nell’industria l’attività è in recupero, trainata dall’aumento della domanda interna e dalla ripresa di quella estera. Vi si è associata una moderata intensificazione dell’accumulazione di capitale, anche se la propensione all’investimento rimane ancora in media contenuta. Anche nei servizi il quadro congiunturale è stato nel complesso positivo. Vi ha ancora contribuito il settore turistico: la crescita delle presenze, avviatasi nel 2015, è proseguita nei primi otto mesi dell’anno, sia per la componente nazionale sia per quella straniera. Per contro, nelle costruzioni la lunga fase negativa non si è ancora interrotta, per la debolezza della domanda e dell’attività sia nel comparto residenziale sia in quello pubblico
Come nel biennio precedente, nel primo semestre l’occupazione in Valle d’Aosta si è ridotta, in controtendenza rispetto alla dinamica positiva a livello nazionale. L’andamento negativo si è concentrato nel settore delle costruzioni e nel lavoro autonomo.
Guardando ai settori del terziario, commerciale e produttivo del mercato immobiliare, più strettamente connessi all’economia reale: nel 2017 solo 17 le transazioni (6 ad Aosta) di uffici e 36 di negozi (20 nel capoluogo). “Eccessiva burocrazia, costo del lavoro e carichi fiscali insostenibili sono la causa principale delle persistenti difficoltà”, rileva la Fiaip.
La vivacità ad Aosta e per gli immobili residenziali è da attribuire al basso costo del denaro. Oltre il 90% delle compravendite sono finanziate per importi superiori al 70% fino ad arrivare al 100% con i mutui regionali; confermano tale tendenza anche l’Associazione Notai della Valle d’Aosta – con i notai Antonio Marzani e Giampaolo Marcoz – come la nostra regione sia al primo posto nel Paese per numero di mutui ogni 100.000 abitanti: 471 operazioni stipulate. Stesso discorso per quanto riguarda la cessione di beni immobili: 1.145 operazioni; dietro di noi la Liguria (1.000), il Friuli (962) e il Piemonte (915). Da sottolineare  anche e  soprattutto dai prezzi ridotti delle case che dal 2017 hanno avuto un decremento medio del 4% rispetto all’anno precedente. Il numero preponderante di transazioni si continua a registrare per appartamenti di prezzo contenuto entro i 180 mila euro. “Si tratta perlopiù di prime case – sottolinea la Fiaip - acquistate con mutuo di circa il 70% a 30 anni, il che vuol dire rate simili ai prezzi di una locazione”. Oltre a questi prezzi le cose si complicano per i venditori e reperire un acquirente per case di valore superiore a 200 mila in quanto ci vogliono tempi molto lunghi.
Per le seconde case non si registrano variazioni particolari. Gli acquirenti sono perlopiù lombardi e stranieri che sicuramente riscontrano convenienza dei prezzi rispetto a simili località alpine di altre nazioni.
Sul fronte valori, fintanto che non ci sarà una significativa variazione tra domanda e offerta (ricordiamoci che oggi la scelta di immobili invenduti è notevole) non vi sarà rialzo dei prezzi.
Concludendo le case sono più accessibili rispetto a 10 anni fa in quanto i prezzi sono ora più proporzionati rispetto alle potenzialità di acquisto delle famiglie, è cresciuta la sensibilità verso le case di qualità. Da rimarcare, inoltre, la proroga delle detrazioni fiscali per le opere di ristrutturazione; oggi, infatti, acquistare un immobile da ristrutturare può essere un ottimo affare: si può comperare a prezzi bassi con mutui vantaggiosi e detrarre fino al 50% delle spese per la ristrutturazione e una parte della spesa per l’arredo.